Imparare a dire NO è la chiave del successo lavorativo

Imparare a dire NO è la chiave del successo lavorativo

10 Marzo 2021 Risorse Umane

L’arma vincente di manager e collaboratori

In ogni ambiente di lavoro, soprattutto agli inizi di un nuovo percorso professionale, la disponibilità sembra uno strumento per fare gruppo. È sicuramente vero che mostrare apertura verso le richieste è fondamentale, ma è importante non lasciarsi prendere la mano. Il rischio è quello di dire qualche sì di troppo che non migliorerà la condizione lavorativa di nessuno.

Cosa succede quando si dice sempre sì ai propri colleghi?

A partire dalla base di ogni organigramma aziendale, l’atteggiamento dello yesman può essere deleterio. Se si dice sempre sì ad ogni richiesta di aiuto, ad ogni tentativo di scrollarsi da dosso una responsabilità, si rischia grosso. In primis, ci si ritrova troppo carichi di impegni che, spesso non si riescono a gestire. Senza contare il danno in termini di trasmissione di Know How. Se aiutiamo sempre un collega semplicemente facendo quello che spetta a lui, diamo spazio a una persona poco volenterosa, se questo è il caso. Se si tratta semplicemente di aver paura di non saper gestire un’attività, stiamo danneggiando, invece, il collega che pensiamo di aiutare. È imporante condividere la nostra conoscenza e guidare gli altri nello svolgere un compito. Farlo al loro posto è solo un danno per se stessi, per il collega e per l’azienda stessa, che rischia di trovarsi un collaboratore in affanno e uno incapace di eseguire alcuni dei propri compiti.Business Management ricerca e selezione HR

Quali danni comporta dire sempre sì a un manager o al proprio capo?

Oltre a un danno per se stessi e al rischio di ritrovarsi carichi di lavoro, il sì rispettoso delle gerarchie danneggia anche l’azienda stessa. Pensiamo in piccolo a un collaboratore che, di fronte a un’idea poco funzionale del capo, non ha il coraggio di evidenziarne quelle pecche che solo gli operativi possono notare…

Dire “sì, è una bellissima idea” può essere fonte di molti guai, tra cui l’implementazione di processi gestionali poco fruibili. Ragionando più su livelli alti degli organigrammi, gli yesman rischiano addirittura di far collassare gruppi aziendali di notevoli dimensioni. Proprio di recente, il Sole 24 ore ha dedicato un articolo alla case history giapponese. Manager incapaci di mediare tra tecnici e top manager, incapaci di dire no a progetti irrealizzabili nel pratico, desiderosi di non deludere, hanno causato ingenti danni ad aziende come Mitsubshi e Toshiba. Scopri di più!

Anche dire sempre sì a collaboratori e dipendenti può avere effetti negativi?

Inutile dire che non tutti sanno esercitare autorità e che non saperlo fare può dare ampio spazio a lassismo e nullafacenza. L’abilità di un leader sta nel comprendere chi ha di fronte. Se c’è una persona valida, desiderosa di fare e che non si risparmia mai, anche un sì di troppo può solo avere l’effetto di spronare. In altri casi può far sentire fin troppo liberi di non fare. C’è comunque da dire che anche un sì a chi lo merita non deve mai essere superficiale. Se si è lavorato bene, ma si può lavoprare meglio, conividere un dubbio o una perplessità è sempre uno strumento a favore della sopravvivenza e della crescita aziendale, mai il contrario. Entra qui in gioco anche il discorso dell’importanza della comunicazione. Saper esprimere un dissenso in modo efficace ha un effetto. Esprimere un consenso forzato, per paura di offendere e di non sapersi esprimere al meglio, è deleterio. Noi in Business Management cerchiamo di evitare il problema a monte selezionando figure professionali valide in termini di Know How, ma anche adatte a svolgere il proprio ruolo per personalità e inclinazioni. Contattaci per tutte le info sui nostri processi di selezione.

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